Quella trasparenza negata che danneggia la democrazia: basta porte chiuse in Europa

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Il 6 dicembre scorso a Bruxelles c’è stata una riunione importate: i delegati degli Stati membri hanno discusso e deciso la posizione del Consiglio sulle nuove regole delle emissioni di auto e furgoni a partire dal 2020/2021. In pratica, hanno stabilito che aria respireremo nei prossimi anni. Qualcuno di voi sa come hanno votato gli Stati membri? No, perché questi Gruppi di lavorosi svolgono a porte chiuse e le decisioni sono segrete.

Questo è un piccolo ma significativo esempio di come funziona la democrazia in Europa. Per noi dove c’è una porta chiusa la democrazia perisce. E purtroppo in Europa le porte chiuse, che tagliano fuori i cittadini dal processo decisionale, sono tante, troppe. In Consiglio le riunioni degli organi preparatori e la maggior parte delle discussioni sono segrete. Lo stesso avviene nella fase più importante della formazione di regolamenti e direttive, quella del trilogo (le riunioni fra Parlamento, Commissione e Consiglio). Secretare i documenti e vietarne l’accesso ai cittadini significa dare carta bianca ai politici che, in sede di Consiglio, possono votare come vogliono senza rendere conto ai cittadini stessi.

Il Consiglio si comporta dunque come un giocatore di poker che gioca a carte coperte e non vuole far sapere agli altri giocatori che in questo caso sono gli Stati membri la propria posizione. Peccato che su quel tavolo si giocano partite importantissime per il futuro dei cittadini e dell’Europa stessa.

Tutto questo calpesta i principi di pubblicità e trasparenza e lede il diritto dei cittadini ad avere piena conoscenza delle decisioni prese dai loro rappresentanti. Tutto questo svuota l’idea stessa di Europa. Ecco perché abbiamo votato a favore al rapporto “Sull’indagine strategica OI/2/2017 del Mediatore europeo sulla trasparenza delle discussioni legislative negli organi preparatori del Consiglio UE”. Il Parlamento europeo chiede trasparenza e critica il Consiglio.

VIDEO. Ecco l’intervento di Eleonora Evi durante la plenaria di Strasburgo.

Persino la Corte di Giustizia UE ha ribadito nel marzo 2018 nella cosiddetta sentenza De Capitani che i principi di pubblicità e trasparenza devono essere assicurati in tutte le fasi delle procedure legislative. L’Unione europea deve fare dunque mea culpa se è percepita come lontana dai cittadini. E’ intollerabile il ricorso sistematico alla procedura di secretazione dei documenti legislativi. Serve un urgente cambio di passo in Consiglio UE per assicurare concretamente il rispetto dei principi cardine di pubblicità e piena trasparenza dei processi decisionali.

Se c’è una speranza concreta che questa Europa diventi la casa comune di tutti i cittadini europei, che abbia tra le sue fondamenta la tutela dei diritti e dell’interesse collettivo, la giustizia sociale e la lotta alle disuguaglianze, lo sviluppo di una società resiliente e in armonia con il pianeta, allora dobbiamo cambiare questa Europa e trasformarla in un palazzo di vetro limpido e trasparente. Il Movimento 5 Stelle è nato per aprire le porte chiuse e far rifiorire la democrazia.

L’articolo Quella trasparenza negata che danneggia la democrazia: basta porte chiuse in Europa proviene da Il Blog delle Stelle.

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Fonte Il Blog delle Stelle

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