La salute è un diritto esercitarlo un dovere.

Condividi
  • 3
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    3
    Shares

Accettare in silenzio le decisioni che sulla pelle del territorio e dei cittadini prendono freddi burocrati dal bilancino già tarato, non è nella natura del Movimento 5 Stelle.

Per questo motivo, da oggi, parte la battaglia del gruppo Merate 5 Stelle per scrivere a caratteri cubitali nella nostra agenda politica la ri-apertura dell’Ambulatorio di medicina dello sport della ATS nel nostro Distretto Territoriale, inopinatamente chiuso ormai da più di un anno.

Il primo passo fatto è stato incontrare la dott.ssa Bolis e la dott.ssa Celada, due dirigenti dell’ATS BRIANZA di Monza al fine di portare fin dentro la Direzione sanitaria le lamentele dei cittadini meratesi e delle associazioni sportive che si sono viste di punto in bianco privare di una struttura fondamentale per la natura del servizio offerto.

Il colloquio con le interlocutrici che hanno prestato ascolto con grande attenzione alle nostre argomentazioni, ha però evidenziato tutti i limiti di questo sistema sanitario quando viene posto di fronte a scelte difficili. Abbandona il campo.

Da quello che abbiamo potuto capire, l’ambulatorio di medicina dello sport è stato chiuso non perché non ci fossero i numeri da parte dell’utenza. Anzi. Paradossalmente i problemi erano i troppi fruitori e le limitate risorse disponibili da parte della direzione sanitaria che non avrebbero permesso di offrire un servizio all’altezza della richiesta dei cittadini. Questa l’affannosa, e fin troppo “buonista”, risposta da parte delle due funzionarie. L’ambulatorio, che utilizzava il medesimo personale in tandem con la struttura di Lecco, dapprima funzionava solo pochi giorni a settimana, determinando liste di attesa di molte settimane e successivamente il servizio è stato ridotto a solo un giorno incrementando l’attesa addirittura a qualche mese.

Pertanto, invece di implementare le risorse, invece di rendere il servizio giornaliero, velocizzando e snellendo le lunghe attese per i cittadini, si è pensato bene di chiudere la struttura.

Quindi per i manager sanitari lombardi la logica sarebbe: laddove il servizio pubblico funziona ma non si hanno le capacità di organizzarlo si abbandona il campo donandolo alla sanità privata. Se invece il servizio non funziona lo si lascia languire inducendo gli esasperati cittadini a migrare “spontaneamente” verso quella sanità privata Stella Cometa dei nostri dirigenti regionali. Strutture private, accreditate o meno che siano, le quali hanno come obbiettivo il profitto e non il servizio alla collettività. Situazione inaccettabile per un paese civile.

È proprio per la situazione emersa che abbiamo posto alle nostre interlocutrici i seguenti quesiti. Si è almeno voluto sentire il parere dei Sindaci del territorio? Avrebbe potuto essere questo argomento per la Conferenza dei Sindaci, organo consultivo della tanto decantata Riforma Sanitaria del 2015 (legge n.23)?

Ci viene il dubbio che il tutto si possa essere svolto nelle luminose stanze della Direzione Generale Sanitaria lombarda, perpetuando così quel nodo critico ricorrente che è sempre stata la mancanza di connessione tra Comuni ed ASL.

“Scelta Libera e Consapevole, Sussidiarietà Orizzontale. Valutazione Multidimensionale del bisogno”.

Questi i roboanti slogans, elevati a principi fondanti del citato novellato legislativo regionale.

Salvo poi accorgersi

–           che esercitare una scelta libera porterebbe il cittadino del meratese ad almeno venti chilometri da casa: Monza e Lecco gli ambulatori pubblici di medicina dello sport più vicini oppure a sobbarcarsi le spese delle visite mediche;

–           che la sussidiarietà orizzontale (ovvero sia la condizione paritetica su cui dovrebbero operare sanità pubblica e sanità privata) diventa monopolio verticale se si toglie al cittadino la possibilità di scelta di fruire del servizio pubblico;

–           che la valutazione multidimensionale del bisogno alla luce dei risultati prodotti da questa riforma sanitaria, sicuramente ha cercato e trovato albergo in altre contrade. In barba a tutti i cittadini del nostro territorio.

Per questo motivo inviteremo al più presto tutti i sindaci del meratese a sottoscrivere con noi un documento condiviso da inviare alla Direzione Sanitaria ATS Brianza, al fine di istituire un tavolo di trattativa che attraverso un percorso condiviso dovrà inevitabilmente portare alla riapertura di un nuovo Ambulatorio di medicina dello sport sul nostro territorio.

In conclusione possiamo affermare che su una cosa la sanità da un insegnamento ed un monito per tutti: la salute non può e non deve avere bandiere. 

Pertanto chiederemo anche a tutti i cittadini di condividere con noi questa battaglia di dignità e diritto alla salute.

(Visited 11 times, 1 visits today)