L’ora della Responsabilità, e della maturità.

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Da più parti scure nubi minacciose si addensano su questo Paese ed il suo governo. Nubi di carattere finanziario e di politica internazionale. Sarebbe da sciocchi non osservarle e non comprenderne gli eventuali rovesci. Un pressing politico che parte da casa nostra e trova sponde compiacenti sia in Europa sia nel mondo finanziario. L’obiettivo: mettere sotto la lente una incertezza politica del nostro Paese più strumentale che reale. Mentre non meno preoccupanti sono i continui attacchi mediatici della stampa italiana che taccia la compagine governativa ed i suoi due leaders di un eccessivo e pericoloso “orientalismo”,  diviso tra la nuova via della seta e l’asfissiante ombrello russo, passando per i sovranisti di “Visengrad”.

Un detto diceva “da quando nasci non puoi più nasconderti”.  Analogamente, dalla sua nascita, per questo esecutivo ma soprattutto per le due forze politiche che lo sostengono è giunto il momento di coniugare realismo politico e coerenza elettorale. Ed a ben guardare una cosa non esclude l’altra.

Sin dal suo debutto nel giugno scorso “atlantismo ed europeismo” furono punti base non eludibili, sebbene mitigati dal più vasto interesse per i cittadini italiani. Immigrazione e deficit i punti di frizione con le istituzioni europee. Ma la battaglia era tutta politica. Adesso, invece, attraverso i numeri bisogno indicare al Paese, all’Europa ed ai mercati la capacità di far coincidere il contenimento del debito con politiche di rilancio sia economiche sia sociali. Questo il compito fondante, e determinante per la sua stessa sussistenza, che attende il governo Gialloverde. 

Spread e outlook le armi in mano ai mercati ed alle agenzie di rating, profilo pacato e credibili misure di contenimento della spesa pubblica quelle da mettere in campo da parte del nostro Presidente del Consiglio e dal ministro Tria. E questo potrà essere possibile se unitamente agli aridi numeri “programmatici” questo governo sarà capace, nel prossimo Depf, di offrire ai Partners europei una nuova visione del Paese e di quello che vogliamo diventare. Una visione che illustra con chiarezza e senza infingimenti verso quali sentieri si vuol condurre il Paese nei prossimi cinque anni. Dalle politiche migratorie alle aree depresse meridionali e magari fino al rilancio di una politica fiscale capace di livellare gli attuali squilibri tributari. Una visione che possa diventare un modello condiviso di sviluppo per tutta l’area UE. Solo così si potrebbe pensare un nuovo modello continentale di sviluppo e della stessa UE.

Ed a proposito di fisco e tributi. Intollerabile ormai L’ULTIMO RAPPORTÒ ISTAT del giugno 2018. Dove si evidenziano consumi, a livello nazionale, superiori dei redditi per il 14% con un valore di circa 23mln di euro di differenza  nella “operosa” Lombardia. Per un ammanco complessivo di 98 miliardi per le casse dello Stato. 

Adesso, quindi, è giunto quindi il momento della Responsabilita’, è giunto il momento, per i due maggiori partiti del Paese (che nonostante una stampa non certo assolutoria continuano a rimanere in testa a tutti i sondaggi), di passare dai proclami ai programmi. E’ giunto il momento per Luigi Di Maio e Matteo Salvini di diventare grandi. Anche perché, si sa, (nella vita) gli esami non finiscono mai.

Fortebraccio ‘64

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