La nostra nuova Italia

Condividi
  • 2
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    2
    Shares

Indignarsi oggi, per quanto accaduto a Foggia è puro esercizio di ipocrisia e le parole spese, qualunque esse siano, in breve evaporeranno sotto il sole di questo incredibile caldo agostano.
Oggi inveiremo contro il tanto vituperato e deprecato caporalato, ma questa pratica è presente da sempre nel nostro paese.
In tante zone di Italia basta essere mattutini ed avere una buona dimestichezza del territorio per comprendere da subito che quelle attese non sono rivolte ad un bus oppure ad un pullman di linea, ma piuttosto ad uno dei tanti trabiccoli, o catorci, che quotidianamente raccolgono manodopera sempre meno specializzata, sempre meno italiana, sempre meno regolare e soprattutto sempre meno cara e sempre più ricattabile. Carichi umani che quotidianamente sono poi rovesciati in cantieri edili o campi di raccolta. E’ sempre stato così. Lo sappiamo tutti. Istituzioni, forze di polizia, popolazione, lo sanno gli stessi imprenditori di pochi scrupoli che per poco più di un tozzo di pane ed una bottiglietta d’acqua prelevano (a loro spese) questi schiavi del III millennio per donare loro l’ennesima giornata di vessazioni e sfruttamento
Stessa pratica di un secolo fa e non pochi sono stati i casi recenti di donne soprattutto dell’est che hanno trovato alle fine il coraggio di denunciare i tanti orchi che spesso trovavano sulla loro strada che intendevano avvalersi oltre che delle loro braccia anche delle loro grazie.
Ma oggi per una forza di governo che davvero vuole cambiare questo paese, non c’e tempo per l’indignazione “codina”.

Oggi è tempo della responsabilità, oggi è tempo di dire basta in modo fermo e risoluto a questo fenomeno che tiene ancora salde le sue radici in tante zone del nostro paese, senza risparmiare ampie zone del nord italia.Oggi per noi è tempo di fare.
Lo spessore di un vero politico è la capacità di guardare avanti di almeno un decennio. La capacità di un leader è trasmettere quelle visioni a quanti più individui possibile. Anche a tutto il Paese.
Oggi questa capacità il Movimento la deve e la può avere dispiegando non la solita misura di contrasto a questo indegno fenomeno di sfruttamento e sopraffazione. Soliti pannicelli caldi che troverebbero attuazione giusto il tempo di una ripresa nei tg della sera, per poi eclissarsi finito il giorno del cordoglio.
Oggi dobbiamo far comprender a uomini e donne che fino ad oggi con occhi bassi per la paura di perdere anche quel posto di schiavi, convinti nonostante tutto che sia un privilegio, che tutto questo deve finire.

Ebbene sì,  oggi dobbiamo scendere laggiù farci noi stessi carne sfruttata e occhi da combattimento e cerare un visione di futuro per quelle zone e per quella gente.
Bisogna pensare ad una nuova forma di economia per queste meravigliose zone del paese baciate dalla natura ma violentate e oltraggiate dall’uomo e dalle organizzazioni criminali, che per troppi anni sono ingrassaste anche grazie alla compiacenza di una classe politica ignava se non complice.
E’ giunto il momento di uscire fuori e pensare come sempre in grande. Pronti per proiettare al Paese una nuova Italia, da Roma in giù. Non più un deserto per diritti e lavoro, ma fucina di idee ed energie per un Paese che può e deve rialzarsi.

Lo dobbiamo a tutta quella gente che ha concretizzato il nostro ed il loro sogno di cambiamento sotto una valanga di voti, portandoci a spalla alla guida di questo Paese.Per cambiarlo.
Lo dobbiamo in nome di quei ragazzi ammassati come bestie da soma e che hanno trovato la morte in un afoso pomeriggio d’agosto, su quel furgoncino ieri a Foglia sulle strade di un Italia forse troppo illividita dalla paura. Ma lo dobbiamo anche per tutte le Filomena, le Elvire, le Anne, le Carle,  per tutte quelle donne del passato che sugli stessi trabiccoli spesso ci hanno speso una vita nel silenzio e nell’oblio, mentre magari i nostri figli sorbivano sulle nostre tavole imbandite i prodotti di quella terra che invece ai figli di quelle donne non offriva nulla se non una vita miserevole oppure la manovalanza criminale.
Abbiamo la forza di farlo, immaginiamo una nuova Italia, un Italia che sappia trasformare le sue bellezze naturali e paesaggistiche in prodotti e paradisi naturali per folle di vacanzieri che da tutta Europa giungeranno fino a noi, trasformiamo le sue tradizioni e la sua storia in esclamazioni di meraviglia ed emozioni da scolpire nel cuore degli amanti della cultura e dell’arte. Trasformiamo i suoi borghi sperduti e trascurati in percorsi di un passato che oggi ritrovano nuova gioia e vita affidandoli alle energie innovative ed alla sconfinata immaginazione di studenti e giovani pronti e ridare loro dignità e conforto per questo incontro tra il passato ed il futuro.
Immaginiamo il sud Italia in una immensa incredibile straordinaria cucina di colori e sapori, sempre nuovi sempre diversi eppure sempre genuini e pronti per invadere le tavole di ttto il mondo.
Ecco questa la strada tracciata che dobbiamo avere il coraggio di percorrere, che dobbiamo avere il coraggio di condividere con chi abbia abbastanza incoscienza visionaria per cambiare questo Paese con noi.
Abbiamo il coraggio X farlo, abbiamo la forza per provarci. Sarà un vento di cambiamento e di speranza per tanti, a qualcuno ridaremo la forza di rialzarsi e seguirci nel nostro visionario progetto; ad altri restituiremo la fiducia di guardare ad un futuro costruito per durare, a qualcuno infine ridaremo la dignità di una vita vissuta appieno, senza paure e soprattutto senza distinzione di pelle e di razza. Ma tutti insieme sotto un unico immenso cielo. Un cielo azzurro costellato di stelle. Sara il cielo della nostra nuova ed incredibile Italia.

Giuseppe Criaco – Fortebraccio64

(Visited 11 times, 1 visits today)