TRASPORTO FERROVIARIO: NON SOLO INVESTIMENTI SUI MEZZI.

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Il #governodelcambiamento ha da poco resettato il CDA del Gruppo FSI dando una chiara presa di posizione rispetto alle scelte del passato. Il Ministro @DaniloToninelli oltre che a darne comunicazione ha tracciato la rotta del prossimo futuro. Vanno bene le Frecce ma il trasporto ferroviario regionale ha bisogno di investimenti per far sì che diventi una scelta di mobilità per i cittadini sostenibile, non solo per l’ambiente, ma anche per il tempo e la qualità di viaggio.
In Regione Lombardia abbiamo una situazione delicata che deve essere posta al centro dell’agenda politica. Al Pirellone lunedì, il sottosegretario @Stefano Buffagni con @Dario Violi, attraverso un video informativo ai cittadini, hanno lanciato un messaggio chiaro a Fontana. Basta fare melina e rilanciare con mezze verità. I pendolari hanno bisogno di treni nuovi e manutenzione efficace su tutto il parco rotabili. Gli investimenti tanto decantati da Regione arriveranno diluiti in più anni. Tempo che i lombardi non hanno. L’unica via possibile è quella di sedersi a un tavolo tra soci lasciando perdere litigi inutili e discutere di come far diventare la Lombardia un’eccellenza del trasporto
Per far questo FS ha già delle gare attive per la fornitura di materiale rotabile che potrebbe assegnare in quota parte alla nostra regione insieme con una ridistribuzione dei treni nuovi che Trenitalia ha già in uso sul territorio nazionale.
Ciò che non si dice ancora, riguarda le assegnazioni dei treni alle varie direttrici. Le linee di nostro interesse, la Colico-Lecco-Milano, la Bergamo-Milano via Carnate e la Lecco-Molteno-Como sono state completamente abbandonate in favore di linee con illustri frequentatori. La dimostrazione la si ha dando uno sguardo ai mezzi circolanti. I nostri di certo non sono di ultima generazione. Anzi, quando va bene l’utenza può ambire a carrozze obsolete interessate da un restyling. Gli unici mezzi nuovi che si vedono nel lecchese sono i treni diesel della “Besana”.
Purtroppo gli interventi lato impresa ferroviaria, se confermata Trenord o in qualsiasi altro assetto, non saranno sufficienti. Il cambio di passo lo si otterrà con investimenti infrastrutturali sui binari. La rete, perché di questo si tratta, che si attesta a Milano partendo da Lecco e Bergamo presenta grossi limiti strutturali. Il tunnel di Garibaldi, che raccoglie anche i Malpensa e i treni ad alta velocità, Monza, che convoglia a Milano i treni dalla Svizzera e da Como compresi i merci, Carnate che unisce la Lecco e la Bergamo e il binario unico da Carnate a Bergamo. Tutti questi ‘imbuti’ hanno una ripercussione negativa sulla circolazione ferroviaria. Migliorare è possibile e, aggiungo, doveroso. Ci sono interventi di facile realizzazione come l’aumento di velocità di percorrenza dei passaggi tra binari/linee, l’implementazione tecnologica, l’aggiunta di un passaggio tra i 2 binari da Carnate a Calolzio e la manutenzione più puntuale sulle infrastrutture. Altri invece più impegnativi come il raddoppio parziale della linea Bergamo, la sistemazione del ponte San Michele (di cui ancora non se ne ha traccia) o l’elettrificazione della Besana e della Molteno.
Si potrebbe contestare la fattibilità delle opere, almeno le più onerose, con la solita tiritera delle risorse economiche. Considerato che in questo caso la spesa è in capo a RFI, sorella di Trenitalia che fa utili per il Gruppo, si potrebbe pensare alla partecipazione tra Stato-Regione nell’ambito della trattativa per l’autonomia voluta dai lombardi con il referendum di ottobre. Di sicuro sarebbe un investimento che strizza l’occhio all’ambiente piuttosto che buttare risorse per Pedemontana che anche i privati non si sono filato di striscio…
Insomma da fare c’è molto. Rimane di trovare la sensibilità politica di chi governa verso i lecchesi.

Federico Salomoni – Merate 5 Stelle

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